Monday, 6 September 2010

CONCLUSIONE

Il tema dell’immagine e somiglianza di Dio ci aiuta a presentare una concezione relazionale, addirittura personale, della dignità di ogni essere umano di fronte alla creazione. È proprio questa relazione con Dio che definisce gli esseri umani ed è fondamento del loro rapporto con le altre creature. Ciononostante, come abbiamo visto, il mistero dell’uomo può essere pienamente chiarito soltanto alla luce di Cristo, che è l’Immagine perfetta del Padre e che ci introduce, attraverso lo Spirito Santo, ad una partecipazione al Mistero di Dio uno e trino. È all’interno di questa comunione di Amore che il mistero di ogni essere, abbracciato da Dio, trova il Suo pieno significato. Al tempo stesso, questa concezione dell’essere umano come immagine di Dio rappresenta una guida per le relazioni tra l’uomo e il mondo creato ed è la base su cui valutare la legittimità dei progressi tecnici e scientifici che hanno un impatto sulla vita umana e sull’ambiente. In queste aree, proprio come le persone umane sono chiamate a rendere testimonianza della loro partecipazione alla creatività divina, cosí sono anche tenute a riconoscere la loro posizione di creature alle quali Dio ha affidato la preziosa responsabilità di amministrare l’universo fisico.
In questo tema dell’immagine di Dio e della dignità dell’uomo, ho cercato di accentuare come sia importante la relazione viva, personale e comunitaria con Cristo, perché essa dà carattere e speranza a tutta la vita del fedele cristiano e a tutta l’umanità. Ogni uomo, divenuto figlio nel Figlio, nella celebrazione sacramentale, ha la possibilità di vivere in stretto rapporto di preghiera e di dialogo con Gesù, attraverso lo Spirito Santo, mandato per comunicare a tutti, in ogni tempo e luogo, l’evento reale e vivo dell’Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione del Signore.
Come testimoniato dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione e dal Magistero, la verità che gli esseri umani sono creati ad immagine di Dio è nel cuore della rivelazione cristiana. Il Santo Padre, Benedetto XVI ci ha ricordato il grande bisogno di difendere la dignità dell’uomo dai soprusi delle ideologie e della tecnica. Ricevendo la Commissione teologica internazionale, il Papa ha ribadito la necessità e l’urgenza di creare le condizioni indispensabili per una piena consapevolezza del valore irrinunciabile della legge morale naturale. Per il Papa, inoltre, la virtù fondamentale del teologo è di cercare l’obbedienza alla fede.
La coscienza ci ricorda che l’uomo non è solo un oggetto biologico. La libertà, la capacità relazionale e la coscienza sono espressione della dignità e dell’uguaglianza e rappresentano una realtà costitutiva dell’uomo. La dignità dell’uomo fatto ad immagine di Dio, è un dono, ma anche un impegno, che è sociale e anche politico, economico, intellettuale, scientifico, contro un pericolo di una politica senza principi, della ricchezza senza lavoro, degli affari senza morale, della scienza senza attenzione per l’uomo e di una religione senza la fede. “La forza autentica che muove la storia dell’uomo non sono le ambizioni, le guerre, l’imperialismo dei potenti, ma la buona volontà incessante di singoli e di gruppi per realizzare qualcosa di meglio: un uomo più autentico e vero, nella giustizia e nell’Amore di Dio”. La dignità dell’uomo si trova nel suo essere stato progettato da Dio nel “luogo dell’incarnazione” dove Dio stesso dimora in mezzo alle sue creature.
La scienza, per esempio, continua a fare grandi progressi nei vari campi, per dimostrare i legami dell’uomo con il mondo naturale e la sua dipendenza da esso. Pur nel rispetto di tali ricerche, non possiamo limitarci solo alla scienza. Né la scienza né la tecnologia sono fini a se stesse. La scienza e la tecnologia devono essere messe al servizio del disegno divino per l’insieme e l’armonia della creazione. Il libro della Genesi parlando dell’uomo come immagine di Dio, ci fa intendere che la risposta al mistero della sua umanità non si trova solo sulla strada della somiglianza col mondo della natura. L’uomo assomiglia più a Dio che alla natura.
L’interesse della Chiesa si concentra in particolare sulla concezione dell’uomo, che, in quanto creato ad immagine di Dio, non deve essere subordinato come un puro mezzo o come un mero strumento né alla specie né alla società. È proprio questa relazione con Dio che definisce gli esseri umani ed è fondamento del loro rapporto con le altre creature. È all’interno di questa comunione di amore che il mistero di ogni essere, abbracciato da Dio, trova il suo pieno significato. La finalità dell’immagine di Dio è la partecipazione dell’uomo alla vita, all’incorruttibilità e alla gloria eterna. Ireneo ci rivela il significato profondo dell’esistenza dignitosa dell’uomo come risposta alla chiamata di Dio, ricordandoci che la gloria di Dio è l’uomo che vive pienamente nell’Amore.
In Gesù di Nazareth non è possibile dissociare la persona dalla sua “causa”. Egli è la realizzazione concreta e la figura personale dell’avvento del Regno di Dio. Gesù non ha soltanto parlato, ma ha anche operato. L’intera predicazione di Gesù sul Regno di Dio, la sua vita pubblica e la sua attività hanno una cristologia indiretta, che soltanto dopo la Pasqua verrà tradotta in una confessione diretta. Se Gesù annuncia il “regno di Dio è vicino”, è come se dicesse: “Dio è vicino”. Credere significa, dunque, confidare e costruire sulla potenza di Dio resasi efficace nella persona di Gesù, fondare la propria esistenza su Dio; significa “lasciare che Dio agisca”, “lasciare apertamente che Dio entri in azione”. In questo contesto di fede il regno di Dio diventa realtà concreta nella storia.
Gli effetti della salvezza per l’uomo creato ad immagine di Dio si ottengono attraverso la grazia di Cristo, il Capo di una nuova umanità che crea per l’uomo una nuova condizione salvifica attraverso la sua morte e la sua risurrezione (Rm 5, 6). In tal modo l’uomo diventa una nuova creatura capace di una nuova vita di libertà, una vita “liberata da” e “liberata per”. In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo. Dio si impegna alla salvezza di ognuno rispettando la propria libertà. San Agostino, riferendosi alla nostra collaborazione verso Dio ci ricorda che, chi ci ha creato senza di noi non può salvarci senza di noi. Dio volle che tutti fossero una cosa sola (Gv 17) e non volle staccarsi dall’uomo se l’uomo non si rifiuta da se stesso. A livello personalista (psicologica e morale), Gesù si unisce ai singoli come suoi fratelli. Gesù volle che i singoli ricevessero una vocazione particolare. Gesù, come Buon Pastore che dà la sua vita per gli altri, ama ciascuno di noi, sia personalmente che in comune per coloro che si sforzano di cercarlo con un cuore aperto e sincero.
Se Dio fin’ora ha già fatto tanto per noi, soprattutto con il dono della nostra vita, Egli farà ancora di più per salvarci se collaboriamo con la sua grazia presente in ciascun di noi. Ogni essere umano deve rispondere positivamente con amore all’Amore rivelato da Gesù Cristo nello Spirito Santo che anima la nostra umanità. Dio non solo ci dà l’Amore e la Salvezza, ma Dio è Amore e Salvezza stessa manifestata nella persona liberatrice della sua immagine perfetta, Gesù, per il bene di tutta l’umanità in pellegrinaggio verso il Creatore. Il fatto che ogni uomo sia immagine di Dio, rende l’umanità solidale nel cammino verso la patria celeste. Lungo il corso di tutta la sua vita l’uomo decide giorno per giorno, in quanto essere libero, se vuole vivere in-con-per Cristo o per se stesso. L’esito finale di tali scelte sarà la beatitudine eterna o la condanna.
Gesù e la storia ci rivela il Dio cristiano e di ogni uomo, chiamato alla comunione con Lui. Il cammino dell’uomo è nel racconto originario, la Pasqua, dove l’Amore trinitario ci è stato rivelato ed offerto: di lì è mosso verso le sorgenti eterne, dove è narrata la storia divina dell’Amore. Ottenendo la nostra salvezza nella via del Signore, Cristo ci conforma a se stesso tramite la nostra partecipazione al mistero pasquale e riconfigura cosí l’immagine di Dio nel giusto orientamento trinitario. La salvezza non è altro che una trasformazione e una realizzazione della vita personale dell’essere umano, creato a immagine di Dio. Dio volle che tutti gli uomini fossero salvi in Cristo. L’uomo in Cristo è giustificato in quanto liberamente coopera con la grazia divina.
La vita di quaggiù, benché buona e desiderabile, non è il fine per cui noi siamo stati creati, ma via e mezzo a perfezionare la vita dello Spirito con la cognizione del vero e con la pratica del bene. Questo atteggiamento cultuale si esercita in sintesi nella Celebrazione Eucaristica per estendersi da questa a tutta la vita morale e animarla dall’interno. Questa morale cultuale è, inoltre, il ricettacolo di una carica escatologica che la situa in rapporto con il culto eterno dell’aldilà e prepara ad entrarvi. Il culto spirituale è la figura della libertà che pone l’uomo nella nuova Alleanza con Dio, l’inizio e la fine della vita cristiana. Questo culto del Padre nel Cristo risuscitato per lo Spirito non può essere autentico se non è accompagnato dal servizio verso i fratelli. Questa affermazione ha il suo fondamento nel fatto che Gesù rende gloria al Padre suo, amando i fratelli che il Padre ama.
Dopo aver cercato di respondere al messaggio cristiano nei vari capitoli di questa sintesi teologica, vorrei offrire a Dio la speranza, la dignità e l’immagine dell’uomo d’oggi che si deve trovare pienamente sempre nell’Amore sincero e profondo della Persona di Gesù Cristo. La mia preghiera si unisce al contributo della Preghiera Eucaristica IV, che ci dà un’indicazione chiara del cammino dell’uomo verso la perfezione alla fine dei tempi, seguendo la vita e la via sicura di Gesù l’immagine perfetta di Dio, che si dona nello Spirito Santo, rivelando il Dio Padre, l’Alfa e l’Omega di tutta la creazione:
“(...) A tua immagine hai formato l’uomo, alle sue mani operose hai affidato l’universo perché nell’obbedienza a te, suo creatore, esercitasse il dominio su tutto il creato. E quando, per la sua disobbedienza, l’uomo perse la tua amicizia, tu non l’hai abbandonato in potere della morte, ma nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, perché coloro che ti cercano ti possano trovare. Molte volte hai offerto agli uomini la tua alleanza e per mezzo dei profeti hai insegnato a sperare nella salvezza. Padre santo, hai tanto amato il mondo da mandare a noi, nella pienezza dei tempi, il tuo unico Figlio come Salvatore. Egli si è fatto uomo per opera dello Spirito Santo ed è nato dalla Vergine Maria, ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana. Ai poveri annunziò il vangelo di salvezza, la libertà ai prigionieri, agli afflitti la gioia. Per attuare il tuo disegno di redenzione si consegnò volontariamente alla morte e risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita. E perché non viviamo più per noi stessi, ma per Lui che è morto e risorto per noi, ha mandato, o Padre, lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione”.

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